Centenario di Benedetto XVI: a Roma la presentazione del volume “La fede del futuro. Il futuro della Chiesa”

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16 aprile 2026 – Nel giorno del 99mo anniversario della nascita di Papa Benedetto XVI, l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede ha ospitato nella sede di Palazzo Borromeo, a Roma, la presentazione del libro La fede del futuro. Il futuro della Chiesa, volume 4° dei “Testi scelti” di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, edito da Cantagalli.

L’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto, ha notato nel suo saluto che “il processo di trasformazione della Chiesa, il rapporto tra fede e modernità, il legame tra Chiesa, società e mondo, nonché il futuro del cristianesimo vengono affrontati da Papa Benedetto XVI in un’ottica di speranza radicata nella fede”. “Con la consapevolezza della complessità dell’epoca in cui viviamo – ha concluso l’Ambasciatore –, resta attuale il messaggio di fede e speranza che emerge dall’opera e che ci esorta a guardare al futuro con rinnovata fiducia, facendo prevalere quello spirito di unità essenziale per continuare a ragionare in termini di umanità nel suo complesso e di bene comune, e questo particolarmente nei tempi così travagliati che stiamo vivendo”.

Il senatore Riccardo Pedrizzi, presidente del Comitato tecnico scientifico dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, ha introdotto i lavori facendo menzione del centenario della casa editrice Cantagalli, nata nel 1925, con l’obiettivo di “portare alla conoscenza di tutti, anche delle persone più umili, la dottrina della Chiesa e i testi dei Papi e dei Padri della Chiesa”.

Rivolgendo lo sguardo alla realtà italiana, il senatore Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, ha esortato a riflettere su “cosa sarebbero le nostre città senza la presenza della Chiesa”, allargando poi il discorso all’aspetto spirituale e all’opera da essa svolta negli ambiti più diversi nelle varie parti del mondo”. Gasparri ha concluso il suo intervento richiamando una necessità: “Io credo che il nostro compito sia ancora quello di difendere i valori non negoziabili”.

In un video trasmesso durante la presentazione, don Roberto Regoli, presidente della Fondazione Ratzinger, ha presentato le molteplici attività svolte dalla Fondazione, evidenziando come l’importante traguardo del centenario della nascita di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI sarà celebrato in tutto il mondo attraverso numerose iniziative che saranno coordinate dalla Fondazione Vaticana. E il segretario della stessa, professor Pierluca Azzaro, ha spiegato che “oggi inizia ufficialmente il centenario di Benedetto XVI, che si concluderà il 31 dicembre 2027, anniversario della sua morte”. “Posso testimoniare – ha affermato Azzaro –, dopo la traduzione di 10 volumi dell’Opera omnia di Benedetto XVI, che l’idea della laicità positiva, della sana laicità, è veramente al centro del suo pensiero”.

L’intervento di monsignor Salvatore Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, è partito da un interrogativo: “Come mai il pensiero di Ratzinger risulta ancora così attuale?”, sviluppando poi alcune considerazioni. La prima è “la concezione della fede in Ratzinger”. “Due verbi sono fondamentali per comprendere il suo pensiero, a partire da quando nel 1968-69 Ratzinger scriveva l’Introduzione al cristianesimo”, ha premesso monsignor Fisichella. In quel testo “ci sono due verbi: la fede è uno stare, un essere presente, e un comprendere. Queste due espressioni ci consentono anche di capire come mai un testo del ’69 sia profondamente attuale”. In primis, “quel dover stare della Chiesa è un essere fedele al suo tempo storico, al tempo che vive, al tempo in cui è chiamata a dare una risposta di senso agli uomini e alle donne del suo tempo”. L’altra dimensione è “comprendere”: “La Chiesa deve anche comprendere”, che “non è soltanto la lettura degli avvenimenti, dei segni dei tempi”, ma “è la relazione che intercorre tra la fede e la ragione”, che “sono chiamate a dialogare, a rapportarsi l’una con l’altra”, risalendo ad Agostino: “Nel rapportarsi di fede e ragione si crea quell’intus legere, quella capacità di intelligenza che consente di dare profondità alla conoscenza stessa”. La ragione va allargata, ha cioè bisogno di non rinchiudersi in se stessa. “Questo entrare in profondità consente di cogliere quella verità che rimane per sempre. Ecco perché queste pagine ci appaiono profondamente attuali – ha rilevato l’arcivescovo –, perché la verità che è stata accolta attraverso l’intuizione è una verità che rimane, una verità che non è soggetta ai cambiamenti storici, ma permane come una scoperta grande, come un’acquisizione che è stata fatta attraverso la fatica della conoscenza, guidata da una profondità ulteriore che è appunto quello della fede”. Da qui le conclusioni: “La Chiesa, se vuole essere veramente se stessa, deve essere la Chiesa di Gesù Cristo, non altro”. “La Chiesa nella sua essenza è la creatura di Cristo, è la mediazione della sua rivelazione che permane nel corso della storia”. La comunità cristiana deve recuperare la sua credibilità e a questo fine – come ricordato da Ratzinger nella sua ultima conferenza da cardinale a Subiaco e come si legge nell’articolo del ’69 riportato nel volume – “abbiamo bisogno di uomini che tengono fisso lo sguardo su Dio per poter illuminare la storia di oggi e illuminare con il pensiero e con il cuore la condizione personale di ogni persona nel mondo di oggi. Abbiamo cioè bisogno della santità, dei santi. Questa è la conclusione a cui arriva Ratzinger”. “Se la Chiesa desidera ancora una volta dire una parola significativa al mondo di oggi, se la sua presenza deve ancora essere credibile, ha bisogno di fare in modo tale che uomini e donne vivano ancora la dimensione della santità. Questa è la natura della Chiesa, questo è ciò che la Chiesa è chiamata ad essere: un luogo dove la santità è vissuta e testimoniata attraverso l’esempio e lo stile di vita di uomini e donne credenti”. Infine, richiamando un testo del 2021, contenuto nel libro, la dimensione della preghiera: “La preghiera è scoprire che siamo alla presenza di Dio, ma significa anche pregare con Cristo. E questo ‘pregare con’ diventa il recupero di uno dei punti centrali della teologia di Ratzinger, che è quello dell’Eucaristia. Quel ‘pregare con’ non è solo uno stare alla presenza di Dio, ma avere la compagnia di Cristo che ti introduce alla vera preghiera. Quindi solo nella misura in cui tu ‘preghi con’ Lui, quella preghiera arriva all’altare di Dio e arriva ad essere accetta al Padre”.

Il professor Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, dopo aver fatto cenno all’amicizia tra il cardinale Ratzinger e don Luigi Giussani, fondatore del Movimento, ha richiamato tra l’altro alcune consonanze tra i due. Anzitutto “l’unità tra la fede celebrata, il culto, e la vita ordinaria”, uno dei punti essenziali del carisma di don Giussani, che affermava che “tutta la vita del cristiano dovrebbe essere una Messa vissuta”. In secondo luogo, la profezia ratzingeriana di “un tempo in cui la Chiesa diventerà sempre più minoranza da un punto di vista sociale e anche culturale”.

All’incontro, che è stato moderato da Maria Antonietta Calabrò, giornalista e scrittrice, erano presenti, tra gli altri, il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio, gli arcivescovi Fortunatus Nwachukwu e Guido Pozzo, il vescovo Edoardo Aldo Cerrato, diversi ambasciatori e membrio del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Questo il link per vedere il video della presentazione, sul canale YouTube dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede: https://www.youtube.com/watch?v=0tRXn5re6sE&t=1215s

 

Luca Caruso

 

BXVI - La fede del futuro